Basilica di Santa Cristina
Nel cuore di Bolsena, scrigno di arte e fede
millenaria: un luogo dove storia, leggenda e
miracolo si intrecciano.

La Basilica, di origini romaniche, è uno dei luoghi più
significativi della città. Citata per la prima volta nel 1115, la
tradizione ne attribuisce la fondazione a Matilde di Canossa e a
Papa Gregorio VII, su una precedente chiesa paleocristiana.
La prima notizia dell’esistenza della chiesa di Santa Cristina, elevata da Papa Paolo VI a rango di basilica minore, si trova in un documento del 1115. La tradizione ne attribuisce tuttavia la costruzione alla volontà di Matilde di Canossa, devota di Santa Cristina e al Papa Gregorio VII, sulla base di una basilica probabilmente paleocristiana.
ESTERNO
La chiesa presenta all’esterno una elegante facciata rinascimentale, legata alla colta committenza del giovane cardinale Giovanni de’ Medici, secondogenito di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini e futuro Papa Leone X. L’esecuzione della facciata è ricondotta a Benedetto e Francesco Buglioni; fu completata tra il 1494 e l’inizio del 1495. Il coinvolgimento del Cardinale de’ Medici è documentato dall’iscrizione visibile nel fregio della trabeazione principale che reca il suo nome e dallo stemma posto al di sopra della lunetta.
Si tratta di una facciata che presenta elementi dello stile toscano ovvero la proporzione tra le parti, l’utilizzo di forme geometriche e di elementi come l’arco trionfale, desunto dall’architettura classica di epoca romana, con nicchie sovrapposte; paraste abbondantemente decorate con motivi vegetali e soggetti ispirati al gusto antiquario; la chiusura in alto a timpano contraddistinta da oculi. Due lunette con raffinate terrecotte di Benedetto Buglioni sovrastano sia la porta centrale della chiesa che quella della attigua cappella di San Leonardo, ristrutturata negli stessi anni della facciata della chiesa.
INTERNO
Nel corso dei secoli diversi interventi hanno alterato lo stile pienamente romanico e medievale originario, che è riconoscibile: dall’illuminazione soffusa, dalla suddivisione in tre navate e sequenza di colonne che reggono archi a tutto sesto, dai capitelli che solo in piccola parte mantengono la decorazione originale. Dell’apparato decorativo della chiesa romanica rimane il portale detto di Matilde di Canossa lungo la navata sinistra.
Nella chiesa sono visibili anche opere del XVIII sec., in parte provenienti da chiese cittadine:







